Concetto Pozzati, 1987

"[…] Entro nel suo studio: grandi carte bianche e nere .
Sedimentazione. Non capisco come sono fatte-la carta sembra di tavola, di gesso, di muro. La carta è pesante e ingoia 'cose' che non conosco più forse perché troppo conosciute. Nature morte? […].
Tutto è orizzontale per racconto ma verticale per icona totemica anche perché lavorati da più punti di vista. Tutto opaco e squillante. […]
La pittura è la pittura, è una 'cosa', è un oggetto e la si può incontrare casualmente solo se ossessivamente ricercata. La pittura desidera essere disseppelita e rivelata anche all’insaputa di se stessa.
La mostra non sarà uno spettacolo, un effimero montaggio e allineamento di opere, ma avverrà come un prolungamento e allargamento dello studio e dell’atelier, si porterà dietro colpe, sbagli, cancellazioni, odori e dolori.
Il visitatore capirà che il pittore è un vecchio saggio eremita errabondo che ritorna umile, 'insicuro', e 'insaputo' alla prima pennellata. Forse quel visitatore non troverà nessuna novità nella forma, nessuna accelerazione futura; anzi le immagini sono tutte già avvenute nella storia della pittura. Il pittore non inventa mai un nuovo sasso , un muovo paesaggio. Non esiste un neo-sasso o un post-paesaggio o un assottigliamento della storia in una natura morta.
Si fa il sasso, ci si immerge nel proprio paesaggio si vive con la propria natura che ci evidenzia la propria fine. La pittura è stupenda per questo: si inizia sempre per primi perché si è i primi ad aver accarezzato e toccato quel sasso anche se da altri creato e ricreato più volte.
P.S. Mi sono dimenticato di dire che ero nello studio di Bruno Pinto…ma quel che conta sono le opere, il loro desiderio la loro necessità di essere pittura e non i cognomi, i nomi, le catalogazioni e le omologazioni in quanto un pittore non strumentalizza mai un altro pittore, non esibisce atteggiamenti fascisti mettendolo in quarantena o incastrandolo sul suo proprio sentiero. Solo la pittura è centrale, l’artista può essere anche laterale e deve essere fiero di questo."

 

Concetto Pozzati, in Cat. Bruno Pinto. Opere dal 1953 al 1987, a cura di Claudio Cerritelli, premessa di Filippo Sassoli dè Bianchi, con scritti di Enrico Cesare Gori, Concetto Pozzati, Luciano Nanni, Bruno Bandini, Vezio Ruggeri, Giuseppe Dossetti, Bruno Pinto. Nuova Alfa Editoriale, 1987 cit., p. 42